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Voltura o subentro, quale ti serve

Di Riccardo Rotondo

La voltura serve quando il contatore è attivo e cambia solo chi lo intesta: la fornitura non si interrompe. Il subentro serve quando il contatore è stato disattivato e va riacceso, con l'intervento del distributore. Per capire quale ti serve basta una prima verifica: in casa c'è corrente o gas? In entrambi i casi puoi scegliere anche un nuovo fornitore.

Che differenza c'è fra voltura e subentro?

La voltura è il cambio di intestatario del contratto di luce o gas su un contatore che sta funzionando: cambia la persona a cui arrivano le bollette, e l'energia continua a passare senza interruzioni. Il subentro è l'attivazione della fornitura da parte di un nuovo cliente dopo che il precedente ha chiuso il contratto e ha chiesto anche di disattivare il contatore: per ARERA, l'autorità che regola il settore, equivale a una riattivazione.
La differenza, quindi, non sta nella persona ma nello stato del contatore. Nella voltura il contatore è acceso e resta acceso; nel subentro è spento e qualcuno deve riaccenderlo. Quel qualcuno è il distributore, la società che gestisce la rete e i contatori della zona e che non si sceglie: è lo stesso qualunque venditore tu abbia.
Le definizioni ufficiali sono nell'Atlante per il consumatore di ARERA e nelle delibere che regolano la voltura: la 398/2014/R/eel per l'elettricità e la 102/2016/R/com per il gas.
C'è poi un terzo caso, che non è né voltura né subentro: la prima attivazione, quando in quella casa un contatore non è mai stato allacciato.

Come capisco quale mi serve?

Si capisce guardando la casa prima dei documenti: se c'è corrente o gas adesso, ti serve una voltura; se il contatore è stato disattivato, un subentro; se non c'è mai stato, una prima attivazione.
SituazioneStato del contatoreOperazioneChi intervieneSi resta senza fornitura?
Entro in affitto e c'è luceattivo, intestato al vecchio inquilinovolturavenditoreno
Ho comprato casa e il contatore è spentodisattivatosubentrovenditore e distributoresì, finché il distributore non lo riattiva
Il contratto è intestato a un familiare scomparsoattivovolturavenditoreno
Il vecchio inquilino ha chiuso il contrattodisattivatosubentrovenditore e distributoresì, finché non viene riattivato
Casa nuova, mai allacciataassenteprima attivazionevenditore e distributorela fornitura non c'è ancora
Stessa casa, voglio solo un altro venditoreattivo, intestato a meswitch, cioè cambio di venditorenuovo venditoreno (come cambiare fornitore)

Il contatore è acceso: voltura

Se accendendo una luce, o il fornello, l'energia arriva, il punto di fornitura è attivo. Basta cambiare il nome sul contratto: è una voltura, e nessun tecnico deve venire.

Il contatore è spento o disattivato: subentro

Se non arriva niente e il precedente intestatario ha chiuso il contratto, il contatore è stato disattivato. Serve un subentro: firmi un contratto con un venditore, che chiede al distributore di riattivare il contatore.

Il contatore non c'è mai stato: prima attivazione

In una costruzione nuova, o in un locale mai allacciato, non c'è niente da volturare né da riattivare. È una prima attivazione, un percorso a sé che parte dall'allaccio alla rete.

Posso cambiare fornitore mentre faccio la voltura o il subentro?

Sì. Nel subentro il venditore lo scegli tu, perché il contratto precedente è chiuso e ne firmi uno nuovo, con qualsiasi venditore. Nella voltura della luce puoi restare con lo stesso venditore, scegliere un altro contratto con lui, oppure cambiare venditore nello stesso momento: la richiesta si presenta al venditore attuale o a quello nuovo.
Per il gas, l'Atlante ARERA indica di presentare la voltura al venditore che sta già servendo quel punto. La pagina ARERA sul gas non descrive un cambio di venditore contestuale alla voltura: se vuoi anche un venditore diverso, chiedi prima di firmare come si combinano i due passaggi.
Fare la voltura non obbliga a cambiare venditore: il contratto in essere può andare bene anche per te, e dal confronto con il mercato a volte viene fuori che conviene restare. Come si sceglie un'offerta e come funziona il cambio di venditore sono spiegati in come cambiare fornitore di luce e gas.

Cosa serve per fare la voltura?

Per la voltura serve dimostrare di avere diritto a stare in quella casa, e dare al venditore i dati che identificano la fornitura. Il requisito di legge è avere un titolo che attesti la proprietà, il regolare possesso o la regolare detenzione dell'immobile, dichiarabile anche con autocertificazione (decreto-legge 47/2014, art. 5).
Ecco cosa preparare, comune a voltura e subentro:
  1. i tuoi dati: nome, cognome, codice fiscale, un documento d'identità;
  2. il codice POD per la luce (sigla di punto di prelievo, il codice che identifica il contatore) o il codice PDR per il gas (punto di riconsegna): si trovano nelle bollette del vecchio intestatario;
  3. l'indirizzo della fornitura;
  4. la lettura del contatore, con la data in cui l'hai fatta;
  5. il titolo sull'immobile: contratto di affitto, atto di acquisto, comodato, o l'autocertificazione che lo dichiara;
  6. l'IBAN, se scegli di pagare con addebito sul conto.
Il venditore può rifiutare la voltura quando manca il titolo sull'immobile; sul mercato libero ha anche più margine per rifiutarla per altri motivi, e se sta già servendo il punto deve comunicare il rifiuto entro tre giorni lavorativi.

Cosa serve per fare il subentro?

Per il subentro servono gli stessi dati della voltura: documento, codice POD o PDR, indirizzo, titolo sull'immobile e IBAN se lo vuoi usare. La richiesta si fa al venditore che scegli, che la inoltra al distributore per la riattivazione.
La differenza vera riguarda il gas. Se l'impianto di casa è stato modificato, per esempio ampliato o sottoposto a manutenzione straordinaria, oppure trasformato per un cambio del tipo di gas, il venditore chiede la documentazione sulla sicurezza dell'impianto, secondo le regole della delibera ARERA 40/2014/R/gas. In quel caso i tempi di riattivazione partono solo quando la documentazione è completa.
Se sai che l'impianto gas è stato toccato, chiedi la documentazione a chi ha fatto i lavori prima di avviare il subentro.

Quanto costano e quanto tempo richiedono voltura e subentro?

I tempi massimi sono fissati da ARERA e si contano in giorni lavorativi dalla richiesta completa. I costi dipendono da tre voci: quello che chiede il distributore, quello che prevede il contratto del venditore, e le imposte o garanzie eventuali.
PraticaTempo massimo indicato da ARERAFonte
Voltura luce5 giorni lavorativi: 3 per l'accettazione del venditore, 2 per la registrazioneAtlante ARERA, elettricità
Voltura gas4 giorni lavorativi: 2 per l'accettazione, 2 per la registrazioneAtlante ARERA, gas
Subentro luce2 giorni lavorativi al venditore per inoltrare la richiesta, poi 5 al distributore per riattivareAtlante ARERA, elettricità
Subentro gas2 giorni lavorativi al venditore, poi 10 al distributoreAtlante ARERA, gas
Se il distributore non riattiva entro il termine, nel subentro spetta un indennizzo automatico in bolletta, senza doverlo chiedere.
Sui costi della luce, per voltura e subentro il distributore non chiede nessun contributo; sul mercato libero il costo della pratica dipende dal singolo contratto del venditore (ARERA, quanto costa una voltura o un subentro). Se invece sei ancora in maggior tutela o nelle tutele graduali, i servizi regolati da ARERA invece che da un'offerta del mercato libero, il venditore chiede un contributo di 23 euro per oneri amministrativi.
Sul gas il distributore applica al subentro un importo di 30 euro per i contatori fino alla classe G6, quelli normalmente installati nelle case; per la voltura vale il prezziario pubblicato sul sito del distributore. Se serve la verifica documentale sulla sicurezza dell'impianto, per le utenze domestiche fino a 35 kW di potenza costa 47 euro al netto delle imposte (ARERA, costi di voltura e subentro gas). Chi è nel servizio di tutela della vulnerabilità, il servizio regolato da ARERA riservato ai clienti in condizioni di vulnerabilità, paga al venditore anche un contributo di 23 euro per oneri amministrativi, in aggiunta a quello del distributore.
In entrambi i casi possono aggiungersi l'imposta di bollo e un deposito cauzionale, cioè una somma a garanzia prevista dal contratto. Il costo complessivo va chiesto al venditore prima di firmare.

Con la voltura mi prendo anche i debiti del vecchio intestatario?

No, di regola. Il venditore non può addebitare a chi fa voltura o subentro le bollette non pagate dal precedente intestatario. L'eccezione riguarda chi non è estraneo a quel debito: per esempio l'erede dell'intestatario scomparso, o chi conviveva con lui nella casa della fornitura (ARERA, morosità del precedente intestatario).
Per verificarlo, il venditore può chiederti un'autocertificazione di estraneità al debito: una dichiarazione in cui attesti di non avere legami con quella morosità. Conviene compilarla con attenzione, perché è quella che ti separa dai conti di qualcun altro.
Se nonostante questo ti arriva in bolletta una somma che riguarda il periodo precedente, la strada è il reclamo scritto al venditore, spiegato in come fare reclamo al fornitore di luce e gas.

Come si fa la voltura quando l'intestatario è morto?

Quando l'intestatario muore e il contatore è ancora attivo, l'operazione è una voltura: la fornitura resta accesa e il contratto passa alla persona che continua a vivere nella casa o che ne ha la disponibilità. Si chiede al venditore con i dati di sempre, codice POD o PDR, indirizzo, lettura del contatore, titolo sull'immobile.
Un punto va saputo prima di firmare. Per ARERA, l'erede e chi conviveva con l'intestatario nella casa della fornitura non sono estranei agli eventuali debiti precedenti, e il venditore può quindi addebitarli. Prima di chiedere la voltura conviene quindi controllare che le ultime bollette risultino pagate.
I documenti specifici che il venditore chiede in questo caso cambiano da contratto a contratto: conviene chiederli al venditore prima di muoversi.

Perché conviene fare l'autolettura il giorno della voltura?

Perché la lettura del contatore registrata al momento della voltura divide i consumi: quelli fino a quella data vanno nella bolletta di chiusura del vecchio intestatario, quelli successivi nella tua (ARERA, cos'è la voltura). Se la lettura è precisa, nella prima bolletta paghi solo quello che hai consumato tu.
Farla è semplice: fotografa il display del contatore il giorno in cui entri in casa, con la data visibile, e comunica il numero nella richiesta di voltura. Se non c'è una lettura reale, il passaggio può basarsi su una stima: la differenza è spiegata in lettura stimata o effettiva.
Se la prima bolletta dopo la voltura sembra comunque troppo alta, il percorso di verifica è in cosa fare quando la bolletta è troppo alta. Se dentro ci sono consumi del periodo precedente, si contestano per iscritto al venditore con un reclamo.

Quali errori si fanno più facilmente fra voltura e subentro?

Voltura e subentro sono due termini tecnici che indicano situazioni vicine ma diverse, e un modulo di richiesta può chiedere di scegliere l'operazione prima di aver guardato il contatore. Ecco le situazioni in cui la pratica può partire storta:
  1. Chiedere una voltura su un contatore già disattivato. Se il vecchio intestatario ha chiuso il contratto, non c'è niente da volturare: serve un subentro, e la richiesta sbagliata fa perdere giorni.
  2. Lasciare il contratto a nome di chi non abita più lì. Le bollette continuano ad arrivare a un'altra persona, e ogni questione sulla fornitura va risolta passando da lei.
  3. Non leggere il contatore al passaggio. Senza una lettura del giorno, il confine fra i consumi del vecchio intestatario e i tuoi resta affidato a una stima.
  4. Trattare un trasloco come uno switch. Lo switch cambia il venditore a un intestatario che resta lo stesso; chi entra in una casa nuova cambia intestatario, quindi ha bisogno di una voltura o di un subentro.

Come scegliamo la pratica insieme, in negozio?

In un negozio Bolletta Expert la prima domanda non è «voltura o subentro?». Partiamo dalla situazione, e l'operazione la ricaviamo insieme con tre domande:
  1. In casa c'è corrente o gas, adesso? Se sì, il contatore è attivo e la strada è la voltura. Se no, capiamo se è stato disattivato o se non c'è mai stato.
  2. Chi è intestato oggi? Il vecchio inquilino, il proprietario, un familiare scomparso: cambia cosa chiedere e quali documenti preparare.
  3. Vuoi tenere lo stesso venditore? Se sì, la pratica resta con lui. Se vuoi guardare altro, confrontiamo il contratto con il mercato partendo dai tuoi consumi, e a volte conviene restare.
Gestiamo tutte e cinque le operazioni su una fornitura: prima attivazione, subentro, voltura, voltura con cambio di fornitore e switch. Il nostro servizio è gratuito; gli oneri della pratica, quelli del distributore, del contratto e delle imposte, restano quelli previsti dalle regole e dal contratto, ed è giusto conoscerli prima di firmare.
Ci trovi in uno dei 24 negozi diretti e 5 corner in centri commerciali della rete.

Stai entrando in una casa e vuoi capire quale pratica ti serve? Passa in un negozio Bolletta Expert con l'ultima bolletta disponibile, anche del precedente intestatario se ce l'hai, un documento e la lettura del contatore. Partiamo dalla tua situazione, capiamo insieme se è voltura, subentro o altro, e la pratica la seguiamo con te. Cerca il negozio più vicino sul nostro sito.
Questa guida viene aggiornata quando ARERA modifica le regole su voltura e subentro. Ultimo aggiornamento: 2 ottobre 2026.

Domande frequenti

Il contatore è spento ma la bolletta è ancora intestata al vecchio inquilino: è voltura o subentro?

Dipende dal motivo per cui è spento. Se il vecchio inquilino ha chiuso il contratto e chiesto la disattivazione, serve un subentro. Se invece il contratto è ancora aperto e la fornitura è solo sospesa, la situazione è diversa: prima di scegliere la pratica, chiedi al venditore indicato in bolletta in che stato è il punto di fornitura.

Devo essere proprietario di casa per fare la voltura?

No. Serve un titolo che attesti la proprietà, il regolare possesso o la regolare detenzione dell'immobile: vale quindi anche per chi è in affitto o in comodato, e si può dichiarare con un'autocertificazione ([ARERA, come si richiede la voltura](https://www.arera.it/atlante-per-il-consumatore/elettricita/il-contratto/voltura-e-subentro/come-si-richiede-la-voltura)).

Posso fare la voltura senza il consenso del vecchio intestatario?

La richiesta di voltura la presenta il nuovo cliente, e per il gas il venditore comunica l'accettazione [anche al precedente intestatario](https://www.arera.it/atlante-per-il-consumatore/gas/il-contratto/voltura-e-subentro/quanto-tempo-occorre-per-ottenere-la-voltura). Se il venditore chiede documenti o firme del vecchio intestatario dipende dalle sue modalità: chiedilo prima di avviare la pratica.

La voltura interrompe la luce o il gas?

No. Per definizione la voltura cambia l'intestatario del contratto senza interrompere l'erogazione ([ARERA, cos'è la voltura](https://www.arera.it/atlante-per-il-consumatore/elettricita/il-contratto/voltura-e-subentro/cose-la-voltura)). La fornitura resta attiva: cambia solo a chi arrivano le bollette.

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